Il baseball per «guardare» lontano

data di pubblicazione: 11-10-2019



Nell'immagine di copertina la foto dell'articolo

 

I NEW YORK LIONS ANDRANNO A ROMA DOVE PARTECIPERANNO A UN TORNEO PER CIECHI ALL’ACQUACETOSA

 

Lo sport nazionale americano per non vedenti è stato inventato dall’italiano Andrea Meli, bolognese e ex giocatore della Nazionale. Il gruppo di NY, formato quasi interamente da trentenni, non ha mai disputato una gara, per questo l’Associazione Italiana (AIBxC) ha inviato nella Grande Mela Fabio Azzaro un allenatore di grande esperienza.

 

Siamo all’altezza di 65th street, ad un tiro di schioppo da Columbus Circle. Eccoli arrivare, in gruppo, la decina di giocatori di baseball che il primo ottobre saliranno su un aereo per Roma, dove dal 4 al 6 ottobre parteciperanno – prima squadra americana – ad un torneo di baseball per ciechi. Si chiamano New York Rockers Lions.
L’idea che un non vedente possa giocare a baseball emoziona e sorprende.
Non per nulla in questa splendente domenica pomeriggio, a Central Park, sulle tribunette di Field 2 è un un viavai di turisti, ma anche di Newyorkers che, curiosi, cercano di capire come un cieco possa praticare The American Pastime.
Il baseball per ciechi ha un suo inventore che - sorprendentemente – è italiano: Alfredo Meli. Bolognese ed ex giocatore della Nazionale, Meli ha fatto storia nel 1994 per avere piantato il primo seme di questo sport, che dopo due anni di sperimentazioni ha visto nascere un campionato nazionale. Meli è morto oltre nove anni fa, ma il suo baseball per ciechi è oggi praticato ovunque nel mondo. I New York Rockers Lions sono oggi sotto l’ombrello, appunto, del Financial District Lions Club, capitol dei Lions Clubs International
in New York. Sono stati due degli iniziali giocatori della squadra, i coniugi Thomas e Sandra DeRosa, a chiedere aiuto ai Lions, e Terry Paladini-Baumgarten (the President Founder of the Financial District Lions Club) ha risposto con entusiasmo.
Thomas a soli 22 anni perdette la vista per una forma di glaucoma giovanile, e dopo la riabilitazione al Helen Keller Institute, ha lavorato con i disabili del Mount Sinai Hospital, studiato musica e creato una band, di cui fanno parte molti degli attuali giocatori.
La moglie Sandra è l’assistente di prima base. La fondazione della squadra risale all’iniziativa di Lorenzo Vinassa de Regny, responsibile dello sviluppo internazionale
dell’Associazione Italiana Baseball per Ciechi, e di Don Landolphi ex coach di college e component della Hall of Fame della American Baseball Coaches Association.
La domenica in tribuna ad assistere all’allenamento siedono altri componenti del Lions: Josephine Maietta (component dei Lions), DG Medadie Sy, Governor of District 20-R2 dei Lions Clubs International, e PDG Amado Sy. Spiegano che la nascita dei Rockers è antecedente all’invito di giocare in Italia, e che il loro nome ha origine dalla passione per il rock di quasi tutti i componenti, musicisti part-time.
Il gruppo, formato quasi interamente da trentenni, non ha mai disputato una gara ed alle spalle ha solo allenamenti. Per questo l’Associazione Italiana Baseball per Ciechi (AIBxC) ha inviato a New York un allenatore d’esperienza, Fabio Azzaro, che ha affiancato Don
Landolphi, il quale sta mostrando la tecnica, l’organizzazione degli allenamenti e definendo i dettagli che stanno trasformando un gruppo di musicisti in una squadra di baseball per
ciechi che compete a livello internazionale.
L’AIBxC provvede anche all’ospitalità del gruppo durante il torneo romano che si disputa all’Acqua Acetosa. Il baseball per ciechi è giocato con una pallina cava più leggera di quella
ordinaria, al cui interno sono inseriti dei campanellini per una sua più facile localizzazione. Il numero di giocatori sul campo è uguale a quello del baseball formale (nove), ma non sono previsti lanciatore (pitcher) ed esterni (outfielder).
Accanto alle basi operano degli assistenti di gioco che con un semplice sistema sonoro (trombetta, nacchere) aiutano il giocatore a individuare la base. Alla battuta, è lo stesso giocatore a sollevare la pallina e colpirla. Il baseball per ciechi può essere praticato da chi ha un impedimento visivo superiore al 50 per cento. Tecnicamente, la parte più ardua spetta ai difensori, chiamati prima a fermare la pallina in arrivo dal battitore, poi a lanciarla
con precisione ad un compagno per registrare un “out”. Il non vedente, ha infatti una capacità motoria limitata, è meno agile e rapido, e alcuni giocatori intravedono non altro che ombre. In attacco, sorge la difficoltà di correre diritto da una base all’altra.
Il Lions Club non solo ha contribuito al costo del viaggio in Italia, ma concepito un progetto di lunga scadenza che programma la diffusione del baseball per ciechi fra adulti e bambini grazie al capillare network del Club.
“La missione della nostra filiale del Lions Club – afferma Terry Paladini-Baumgarten
– è quella di insegnare il baseball tanto ai bambini ciechi che agli adulti, quel baseball inventato in Italia, e di diffondere il gioco negli Usa e, speriamo, in altri Paesi dove c’è la presenza Lions, ed il nostro obiettivo è quello di partecipare alle Paralimpiadi”.
I NY Rockers Lions: Dan Landolphi (coach), Thomas (Tom) DeRosa, Sandra B. Dickson-DeRosa, Adam E. Linn, Alex Barrera, Robert A. Weekes, Maria G. Dimeglio, Alvin Marcus Suarez, Iris de Jesus-Perry, Damaris Sotto

 

di Paolo Tartamella

 

3 ottobre 2019



PERMALINK - The full url to this article:
https://www.aibxc.it/news/dettaglio.php?id_news=570